Misery

Questo assaggio di romantico vittimismo (“The world is treating me bad, misery” è il significativo verso d’apertura)è per gran parte opera di John Lennon e, come ricorda Tony Bramwell (che al tempo lavorava per Brian Epstein), al resto contribuirono – oltre a Paul – Allan Clarke e Graham Nash, componenti degli Hollies.Una volta composta, la canzone venne proposta alla sedicenne Helen Shapiro – detta “Vocione” per via della profondità della voce –, che già due anni prima con Please Don’t Treat Me Like a Child era entrata nella Top Ten e con cui i Beatles avrebbero suonato dal vivo come gruppo di spalla nel febbraio successivo. Ma a causa di un equivoco, l’offerta di Misery fu respinta dal management della Shapiro che non riteneva il brano in armonia con il repertorio ottimistico della giovane artista, e il pezzo fu ceduto al cantante Kenny Lynch che lo registrò alterandone i pronomi per ottenere un testo rivolto direttamente al destinatario. L’interpretazione ricevette la disapprovazione dei quattro musicisti e non conquistò il successo sperato. Comunque, Lynch sarà ricordato come il primo artista fuori dalla cerchia dei Beatles a incidere una canzone scritta dal duo Lennon-McCartney.Registrata dal quartetto su undici nastri l’11 febbraio, fu ultimata con una sovraincisione effettuata il 20 dello stesso mese. In quella sessione George Martin eseguì e registrò una parte – chiamata dal produttore “wind-up piano” – consistente nel suonare la sezione di pianoforte a velocità dimezzata e in un’ottava più bassa rispetto all’altezza del brano, per poi inserirla velocizzata e all’altezza normale, tecnica a cui Martin avrebbe fatto ricorso in Rubber Soul col suo assolo di sapore baroccheggiante di In My Life.

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